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Foto Esterno web2

La Chiesa di Santa Croce della Foce è situata nella parte nord del centro storico della cittadina medioevale di Gubbio: uscendo da Porta Metauro, in cima a via Gabrielli, e percorrendo la stradicciola di Santa Croce si raggiunge dopo pochi metri lo storico edificio.

La Chiesa oggi è completamente inagibile,

Come si evince dal suo nome, la chiesa si attesta alla “foce”, allo sbocco della gola, quasi a salvaguardia di un percorso che nei tempi passati non doveva essere certamente rassicurante, insinuato com’è tra cupe e scoscese pareti del Monte Foce e del Monte Ingino, che si congiungono lungo il pietroso letto del torrente Camignano, le cui fredde acque rasentano le fondamenta della struttura.

L’immobile è posto in uno dei luoghi più suggestivi della città, sullo sfondo si può ammirare il superbo panorama della gola stretta e tortuosa del “Bottaccione”, con pareti di roccia a strapiombo a cui si aggrappano un audace “acquedotto medievale” e il trecentesco eremo di Sant’Ambrogio.

Il sito è di grande interesse paesaggistico e culturale, salito all’attenzione degli ambienti scientifici mondiali dalla fine degli anni ’70, cioè quando gli scienziati Luis (premio Nobel per la fisica) e Walter Alvarez, con un gruppo di ricercatori dell’università di California, trovarono nella “gola del Bottaccione” la conferma della loro tesi sul perché dell’improvvisa scomparsa dei dinosauri, avvenuta nel periodo mesozoico, circa 60 milioni di anni fa.

La chiesa è praticamente adiacente all’ingresso del Parco Ranghiasci, realizzato tra il 1831 ed il 1849 dal Marchese Francesco Ranghiasci Brancaleoni con la volontà di creare, in zone precedentemente occupate da orti ed abitazioni, un giardino all’inglese per la moglie Matilde Hobhouse: oggi il parco, di proprietà pubblica, costituisce per il visitatore un’attrattiva affascinante; percorrendo la pittoresca passeggiata si è in grado di ammirare Gubbio da angolature inedite di innegabile bellezza.

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