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HOME > Confraternita > Patrono di Gubbio Sant’ Ubaldo Baldassini

Il culto del patrono di Gubbio S. Ubaldo Baldassini è testimoniato anche nelle opere presenti all’interno della Chiesa di Santa Croce della Foce.

Sono presenti due tele: uno stendardo professionale in seta ed una tela (probabilmente copia dello stendardo) successivamente commissionata.

Olio su tela: “L’adorazione della Santa Croce con i Santi Ubaldo, Pietro Martire, Elena ed i Confratelli”

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autore: attribuito a Virgilio Nucci – fine secolo XVI

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L’opera sfuggita a tutti gli storiografi locali proviene da una collocazione d’occasione, era stata inserita in una cornice a stucco sul soffitto della sala del Consiglio della Confraternita, costruita sopra la sacrestia negli anni 1861-1862.

La tela palesa una stretta dipendenza iconografica dallo stendardo bifacciale eseguito per la stessa chiesa da Pietro Paolo Baldinacci (nonno materno di Virgilio Nucci) fra il 1517 e il 1521. La finissima tela di supporto, la leggera preparazione e la stessa iconografia fanno pensare ad una committenza come stendardo, perché forse all’epoca, quello del Baldinacci, per la sua delicatezza (supporto in seta), fosse già ridotto a pala d’altare.

Sorprende subito nell’opera l’intensità emotiva dei confratelli nel caratteristico “saccone” bianco e S.Elena, in un impianto costruttivo che esprime grande fervore religioso. E’ un opera pregevole, che va situata negli ultimi decenni del Cinquecento, ma purtroppo pervenuta a noi in pessime condizioni; i traumi subiti avevano lasciato notevoli segni per la caduta di pellicola pittorica che fortunatamente non pregiudicava l’immagine general dell’opera.

La pala è attribuita a Virgilio Nucci, dopo che prove documentarie recentemente hanno potuto assegnare allo stesso pittore l’Assunta e Santi della Chiesa di S.Agostino in Gubbio e la Madonna del Rosario nella parrocchia di Torre Calzolari, a S.Andrea a Sigillo e a Gualdo Tadino, con le quali la tela di S.Croce ha evidenti analogie stilistiche.

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Opera restauata da IKUVIUM restauri nel 2000 per la foderatura e pulitura del dipinto e da Tiziana Monacelli e Vincenza Morena nel 2003 per la reintegrazione pittorica; restauro realizzato con il contributo della Fondazione della Cassa di Risparmio di Perugia.

Orazione a S.Ubaldo

tratta dal libro delle Preghiere e delle Orazioni della ven.le Confraternita di S.Croce della Foce


O nostro amorissimo Protettore S.Ubaldo, al vostro nome, e d’inanzi alle vostre sacre spoglie corre da secoli il vostro popolo nei momenti più difficili della vita, e nessuno dei figli vostri si allontana dalla sua Patria, senza prima esser salito al vostro Santuario, e aver ottenuto da Voi la paterna vostra benedizione.


Purtroppo i sinistri annunzi di guerra hanno eccheggiato nelle nostre contrade, e molti dei figli vostro sono corsi ad affrontare il nemico, quel nemico che Voi un giorno teneste lontano dalle nostre mura, pronti a dare la vita per compiere il dovere di Cittadini e di soldati.


Ma nell’attuale trepidazione, in quest’ora tanto angosciosa per la Patria nostra, ecco di nuovo ai piedi vostri il vostro popolo, o caro Santo, a richiedere il vostro aiuto, ad implorare la vostra validissima protezione.


E non foste Voi infatti che dall’alto delle mura della vostra Città supplichevoli levaste le mani al Cielo, e sorreggendo colla virtù delle vostre preghiere il valore ammirabile delle schiere Eugubine, fugaste un esercito di ben undici Città congiurate ai danni della vostra Gubbio ?


O padre, o pastore, o avvocato levate anche adesso supplici a Dio quelle sante mani taumaturghe, e ai figli vostri e a tutte le nostre schiere combattenti ottente, che dall’attuale cimento ritornino colla palma della vittoria, e così tutti insieme possiamo salutarvi, come già i padri nostri, salvatore pietoso delle nostre vita, e largitore munifico di felicità, e di pace.


E così sia.

Olio su seta rossa: “Adorazione della Santa Croce con i Santi Ubaldo, Pietro da Verona, Elena e i Confratelli”

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autore: Pietro Paolo Baldinacci e Maestro Silvio- 1517

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Si tratta di un pregevolissimo gonfalone in seta rossa dipinto su ambedue le facce con il medesimo soggetto.

Il Bonfatti nel 1874 pubblicava un documento, da lui rinvenuto, sulla base del quale viene attribuita la paternità di questa opera a Pietro Paolo Baldinacci ed un certo Maestro Silvio che la realizzarono negli anni 1517-1521.

Per permetterne la visibilità, lo stendardo è stato montato tra due pannelli di plexiglas ed installato in un telaio realizzato in tubolare di acciaio che ne consente l’apertura.

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Opera restaurata nell’anno 1953 da Giovanni Mancini e nel 1984 dalla Laborestauri di Perugia

in sottofondo l’inno a S.Ubaldo “O Lume della Fede

per gentile concessione della Banda Musicale di Gubbio