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L’ “abito confraternale” è di colore bianco e comunemente chiamato “sacco” o “saccone”; nel tempo divenne uno dei principali simboli identificativi di associazioni di questo tipo.
Il “saccone” è provvisto di “buffa” ovvero il cappuccio che copre interamente il viso con soli due fori per gli occhi, segno di umiltà e di nascondimento: quando questo è calato sul volto non permette di essere riconosciuti, indicando l’anonimato delle opere buone e l’annullamento delle differenze di classe sociale…tutti siamo uguali di fronte a Gesù: comunemente coloro che indossano il “saccone” vengono chiamati “incappucciati“.

Sopra il “saccone” viene indossata la “mantellina” o “mozzetta” che è di colore nero per gli aggregati alla “Compagnia del Crocifisso” e di colore azzurro per gli aggregati alla “Compagnia della Madonna del Carmelo”: sulla “mozzetta” nella parte del cuore è posto lo stemma della Confraternita di Santa Croce, una croce patente rossa su sfondo azzurro.

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Tutti i “sacconi” sono legati da un cordone, che richiama le funi con cui è stato legato il Cristo: in passato il cordone terminava con i flagelli usati per colpirsi come atto di penitenza.

Il riferimento al saccone è presente nei tre stendardi processionali presenti in Chiesa e nella tela della “La Vergine del Carmelo e Santi venerata dai Confratelli” dove appare in primo piano in ginocchio alla Vergine un confratello con saccone provvisto di mozzetta di colore azzurro.

Le “consorelle” del “Coro delle Pie Donne” invece avvolgono un elegante “velo nero ricamato” a richiamo della giornata di lutto.