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La Processione del Cristo Morto è quanto rimane delle rappresentazioni sceniche dei drammi che nel sec. XIII venivano organizzati nelle piazze, per rendere più vive le liturgie che si celebravano nelle chiese, soprattutto durante la Settimana Santa.

 

Si rappresentarono così vari drammi sacri come la Natività (Presepio di Greccio), l’arrivo dei Re Magi, la Passione, la Resurrezione: il più rappresentato era certamente il dramma della Passione, sia per la complessità dell’apparato scenico che per la forte carica spirituale.

 

Tali rappresentazioni potevano terminare anche con il fuoco delle vanità (venivano bruciati amuleti, maschere ecc.): probabilmente nel 1567, a seguito delle Costituzioni sinodali emanate dal vescovo di Gubbio Mariano Savelli, al ritorno dal Concilio di Trento, cessarono le sacre rappresentazioni dando vita alle processioni come atto di fede corale, salmodiando e pregando per le strade: in effetti il primo documento storico relativo alla processione risale proprio al XVI secolo.

documento XVI secolo

documento XVI secolo

anno 1567 ordine della Processione

(archivio San Secondo – Gubbio)