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L’ordine della Processione segue un protocollo vecchio di secoli, di cui si può trovare qualche documento nell’archivio della Canonica di San Secondo nel cui ambito parrocchiale, fino al 1970, era compresa la chiesa di Santa Croce della Foce, o nell’Archivio Vescovile, perché i Presuli hanno avuto sempre una particolare attenzione verso questa manifestazione di fede così popolare, con indicazioni, suggerimenti ed anche divieti: il primo documento con l’ordine della processione risale al 1587.

 

La processione inizia, come una vera rappresentazione drammatica, con quattro confratelli che suonano le “battistrangole“; fino a qualche decennio fa, la processione veniva aperta dal mazziere, un confratello che portava la “mazza”: emblema dell’autorità dei superiori della Confraternita, aveva il compito di tenere ordinato lo svolgimento della processione insieme ad altri confratelli deputati a tale compito (nell’inventario del 1883 vengono indicate sette “mazze” per guidare la processione). Segue il portatore del “teschio”; la grande croce detta l’“Albero della Vita” che precede le “le tre croci” del Calvario e le due “Croci raggiate” .

A seguire tutti i simboli della passione, accompagnati da due torce ciascuno, che sono stati tratti dal soffitto a cassettoni della Chiesa di Santa Croce di origine cinquecentesca.

Avanzano ancora le “grandi torce” offerte dal Comune, dalle Corporazioni delle Arti e Mestieri e da varie Associazioni cittadine che precedono di poco i Cavalieri del Santo Sepolcro, a seguire il Clero ed il Vescovo.

Irrompe l’immagine del “Cristo Morto” sul cataletto coperto da un prezioso baldacchino seguito dal primo coro del “Miserere”, il salmo penitenziale del Re David, la cui molodia polifonica è giunta a noi per tradizione orale.

Gli scout e i chierichetti delle varie parrocchie precedono, unitamente al “coro delle Pie Donne” da poco ricostituito, la statua della “Madonna Addolorata” su un apposito apparato processionale raggiato, segue il secondo coro del “Miserere”. Chiude in silenzio e preghiera tutto il popolo.